Viviana Varese vs allarmismo
«C’è crisi, l’Italia ha fatto casino»

A Milano è rientrata a tutti gli effetti da ieri l’ordinanza per la quale i bar dovevano chiudere alle 18.00. Una decisione che viene dopo giorni e giorni di controlli, ma anche una scelta fatta per salvare una città, un’area metropolitana, una regione (perché l’ordinanza riguardava l’intera Lombardia) che andava incontro ad una crisi dell’economia e dei pubblici esercizi di un certo peso.

Qualcosa cambia, ma non tutto: i ristoranti sono sempre rimasti aperti in queste giornate di crisi. Aperti sì, ma vuoti. L’allarmismo infatti ha condizionato l’opinione pubblica tanto da far svuotare non solo locali tipicamente turistici, ma anche ristoranti di livello, come è successo alla stellata Viviana Varese nel suo VIVA all’interno di Eataly Smeraldo. La reazione della cuoca? Essere «abbastanza incazzata».

Non va per il sottile la chef socia Euro-Toques, che direttamente ad Italia a Tavola si sfoga contro una situazione che vede la sua attività vittima più che del coronavirus, del panico scatenato da stampa ed istituzioni: «L’alta ristorazione – dice – e la ristorazione in genere sono molto colpite da questa epidemia… mentale, non saprei come altro classificarla. Per me è tutto sbagliato, sia da parte delle Regioni che del Governo. Mettere un’allerta del genere per un’influenza che colpisce molto meno di un’influenza normale, mettendo a rischio non dico una città, ma una nazione intera».

Seppur qualche passo Conte lo abbia già fatto da ieri per rimediare a questo dilagare di panico tra gli italiani (e i turisti stranieri), la situazione non può improvvisamente cambiare. Ecco perché «noi siamo chiusi fino a sabato». È da martedì che la Varese ha “abbassato le serrande” del suo locale. «Vogliamo mantenere una qualità alta del cibo, non vogliamo lavorare per due coperti e buttare via materia prima. Faccio riposare i ragazzi, li mandiamo in vacanza e aspettiamo buone notizie da qua a fine settimana».

La Varese riflette, come hanno fatto in tanti e come Italia a Tavola ha sostenuto fin dall’inizio, sulle scelte troppo drastiche e quindi capaci di far più danni che altro, di un Paese che è «l’unico in Europa ad aver fatto questo casino». «Esistono casi anche in Europa – ha proseguito Viviana – stiamo mettendo veramente in ginocchio un Paese. Sento tanti colleghi, tante aziende che stanno licenziando persone; ci sarà un problema poi per il pagamento dei fornitori, in automatico il problema si riverserà su di loro. La moda a Milano è in ginocchio, tutti subiremo una grande crisi da questo dilagare di paura. È veramente troppo, un allarmismo troppo pesante».

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