Vecchia Malcesine, la cucina e l’ironia di Leandro Luppi

Eclettico, vulcanico, istrionico e determinato, Luppi, di origini altoatesine, ha saputo da subito interpretare e fare proprie le materie prime del territorio lacustre in una cucina una stella Michelin

Quando giri l’angolo e trovi… il paradiso dei gourmet! Siamo in un vicolo ai margini del centro storico di Malcesine (Vr), splendida cittadina affacciata sul lago. Qui c’è uno dei migliori ristoranti del Garda veronese (parole della guida Michelin che gli ha attribuito l’ambita stella): il Ristorante Vecchia Malcesine, regno di Leandro Luppi, chef-patron di origini altoatesine, membro di Euro-Toques Italia, che qui ha saputo conquistarsi un posto al sole grazie ad un’innata fantasia e ad una studiata maestria.

Eclettico, vulcanico, istrionico e determinato, Luppi ha saputo da subito interpretare e fare proprie le materie prime del territorio lacustre. Mantenendo fede al suo personale approccio creativo, non gioca con le sfumature dei sapori, ma va deciso per la sua strada, senza mediazioni.

Trascinatore, innovatore e precursore, Luppi è un uomo asciutto, senza clamori e defilato, con uno sguardo acuto ed un sorriso scanzonato. Ermetico, essenziale. Di sicuro Leandro non è uno chef convenzionale. Non è uomo da sfumature ma da tinte forti, non è da sapori leziosi e ruffiani ma dall’impatto deciso e coerente. Di sé stesso dice, infatti: «Sono una persona che fa lo chef. Non voglio essere identificato per quello che faccio ma per quello che sono». E non aggiunge altro. Non ce n’è bisogno. Non ne ha bisogno.

Trota e orto

Nel piatto tutto il territorio

Luppi non lavora con la singola materia, lui lavora con tutto il territorio, nel senso più profondo ed assoluto del termine. Ed è proprio dall’amore per il suo lago che dal 2010, insieme ad Elvira Trimeloni, organizza l’evento Fish&Chef.

Calandosi nell’identità del luogo e del prodotto, lo destruttura; si approccia ad esso con la mente libera ed astraendosi dal consueto utilizzo, si ritrova, con la sua visione, nella tradizione.

Questa direzione permette al cuoco di confrontarsi con il cibo in un passaggio ancora successivo, che va oltre il mestiere del cuoco. Superando la trasformazione della materia si concentra più sui concetti dai quali non prescinde: il processo, la pulizia, l’essenzialità ed il sapere che diventa sapore assoluto.

Nei suoi piatti c’è colore, arte e musica; nella sua vita: Lidia, la moglie, e la figlia Corinne. Senza dimenticare i suoi animali: Nano il gatto, Arturo il cane e Irma la papera corritrice ed anche… un amico immaginario.

Anguilla pere e limone candito

L’amico immaginario spesso si confonde con l’amico analogico. Non si percepisce mai il confine tra i due. Nella loro complicità, l’uno scopre i lati nascosti dell’altro. Uno scambio di ruoli rapido ed improvviso, un’impresa stare al loro passo.

Insomma, un uomo che fa il cuoco… ironico, tagliente e caustico. Inafferrabile nella sua genialità. Dello chef Luppi c’è quello che tutti vedono, degustano, sanno e raccontano.

Ineccepibile. Di Leandro c’è quello che non si vede ma, si percepisce. Un uomo che ama giocare con sé stesso, che racconta con leggerezza un po’ di sé o lo fa raccontare dall’universo che lo circonda. La goliardia bilanciata con la sobrietà, l’ironia con la consapevolezza, il sorriso con l’analisi.

Vecchia Malcesine
Via Pisort 6 – 37018 Malcesine (Vr)
Tel 335 6377699
www.vecchiamalcesine.com

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